giovedì 4 aprile 2013

Serie televisive poliziesche a... confronto?

0 commenti - [Leggi tutto]
[storica, ripescata da qui, me l'hanno fatta pensare in questi giorni]
Da un lato la Crime Scene Investigation, dall'altro il Reparto Investigazioni Scientifiche. Vincerà la serie con il budget stratosferico o il tarocco italiano? Beh, in effetti c'era proprio bisogno di porsi questa domanda?

Ore 12, Las Vegas, sede della Crime Scene Investigation. Squilla il telefono. Grissom, il capo, risponde.
«Come? Hanno trovato un uomo morto nel bagagliaio di una Mercedes fuori città? Questo è un caso per noi. Sarò lì fra 12 minuti.»

Stessa ora, Parma, sede della Ricerche Investigazioni Scentifiche. Squilla il telefono. Il capitano Venturi risponde.
«Pronto, qui è il capitano Venturi.»
«Prrrrrrrrrrr!» (riattaccano)
«Ma com... che cazz... Ah, questi bambini di oggi...»
Risquilla il telefono.
«Oh basta mi hai rotto il cazzo!»
«Ma insomma Venturi!»
«Oh, mi scusi Tenente... è lei... pensavo fossero quei maledetti bambini.»
«Senta Venturi, hanno trovato un uomo morto nel bagagliaio di una Cinquecento, poco fuori città.»
«Eeeeeh e che ci devo fare io? Non ci può mandare qualcun altro, i vigili del fuoco, la guardia di finanza...»
«Non dica sciocchezze. Voi siete il Ris, siete i più adatti per queste situazioni.»
«Mah, se lo dice lei. Vabbè: sto là fra una mezz'oretta...»

CSI, dodici minuti dopo spaccati.
«Dunque. Si direbbe che quest'uomo sia morto una mezz'ora prima di essere stato chiuso nel bagagliaio dall'aspetto della sua pelle. Le vedi queste macchioline blu? Emoglobina ossigenata. Inoltre i numerosi ematomi suggeriscono che ci sia stata una colluttazione prima del decesso. I segni sul collo e l'aspetto delle pupille dicono che la morte deve essere avvenuta per strangolamento. Probabilmente a mani nude.»
«Attento Grissom! Guarda meglio!»
«Giusto! Questi segni indicano che l'assassino portava guanti di pelle, neri.»
«Come vedo non hai perso il tuo infallibile fiuto!»

Ris, un'ora abbondante dopo.
«Dunque. Si direbbe che quest'uomo è morto.»

CSI, più tardi.
«Ehi, Grissom, guarda qui! Forse possiamo incastrarlo. Vedi quella macchiolina scura all'interno del bagagliaio?»
«Uhm... uno sputo! Se non corrisponde col DNA della vittima allora sappiamo chi è l'assassino! Presto, porta l'analizzatore sputolitico da campo!»
«Cacchio, questo qui si è lasciato sfuggire uno sputo! È pazzesco! È come se ci avesse scritto il suo nome con una bomboletta spray verde, in quel bagagliaio!»

Ris, pochi minuti dopo.
«Uhm! Che culo! Una macchia sospetta! Se l'analizziamo magari viene fuori qualcosa, e riusciamo a farci venire un'idea per archiviare il caso! Pippo, vieni qui un attimo!»
«Che c'è capitano?»
«Odora un po' quella macchia!»
«Che puzza!»
«Ti dice niente?»
«No, beh, puzza un po', ma nient'altro.»
«Ok andiamocene: stiamo seguendo una pista sbagliata...»
«Ehi, non portiamo un campione di questa roba al laboratorio per farla analizzare?»
«Tu vorresti portare quella roba puzzolente nella MIA macchina? Vuoi scherzare?»

CSI più tardi.
«Allora, fate un'analisi accurata di quello che la vittima ha mangiato e bevuto nelle ultime dodici ore, capito?»
«Già fatta, capo, sapevamo che ce l'avrebbe chiesta.»
«E allora fate anche un'analisi delle cavità polmonari, per ritrovare eventuali frammenti entrati nei polmoni durante il soffocamento.»
«Fatta anche questa, capo, l'abbiamo preceduta.»
«Va bene va bene, allora fatemi un esame a piacere... Ma ehi! Avete lasciato il bisturi sul tavolo operatorio! Quante volte vi ho detto che i bisturi dopo essere stati usati vanno riposti nell'apposito contenitore? Eh? Quante volte?»
«Ha ragione capo, staremo più attenti...»
«Sì, sì, intanto questo mese vi dimezzo la busta paga.»
«Ha ragione capo, abbiamo sbagliato, dobbiamo pagare.»

Ris, ora di pranzo.
«Mamma, che ci fai in caserma?»
«Sono venuta a portarti i fegatini di vitello che ti piacciono tanto!»
«Oh, grazie mamma, ma ora sono occupato, mettili lì sul tavolo operatorio, vicino a quel contenitore bianco...»
«Mi raccomando! Mangia, che ti stai sciupando!»
---
«Capitano Venturi, abbiamo effettuato delle analisi sul fegato che ci è arrivato in laboratorio... e... quello che le stiamo per dire la sconvolgerà, ma siamo abbastanza certi: la vittima non è un essere umano, deve essere un vitello, non so... una mutazione... come in X-Files...»
«Scusate un attimo... il fegato era mica in uno scatolo sul tavolo del laboratorio...»
«Sì, era proprio lì capitano...»
«E allora io che ho mangiato... ommioddio... vado nel bagno a vomitare, aspettate un attimo...»

CSI
«Ecco fatto. Ora il computer confronterà tutti i campioni di DNA dello Stato, e se siamo fortunati in circa venti minuti sapremo l'identità dell'assassino...»

Ris
«Abbiamo un identikit del probabile assassino. Ce lo ha fatto coi pastelli a cera un bambino che dice di essere passato di là all'ora dell'omicidio.»
«Bene bene. Scendi per strada e vedi se qualcuno riconosce l'assassino nell'uomo del disegno... aspetta... o è una donna?»

Las Vegas, casa di un americano medio.
«Salve, sono un americano medio e sto andando al bagno.»
Improvvisamente un marine esce dal water, un membro dei corpi speciali esce dal bidet e da un buco nel soffitto si cala lui, Grissom, il capo della CSI.
«Ok, sei in arresto, le prove contro di te sono schiaccianti, non muoverti e non parlare, ogni parola gesto o sospiro potranno essere usati contro di te in tribunale.»
«Posso andare prima in bagno?»

Ris
«Terribile... l'identikit si è rivelato essere un falso, il fegato della vittima se l'è mangiato il capitano... inoltre la macchina per le spettrografie non funziona, la macchina per il DNA nessuno la sa usare e la maggior parte degli agenti o sono in ferie, o sono al bar.»
«Io direi che questa volta è il caso di giocare il Jolly.»
«Evvabene!»
---
«Tenente, abbiamo effettuato delle indagini molto accurate, con i mezzi più sofisticati che lo Stato ci ha messo a disposizione e siamo arrivati alla conclusione che si sia trattato di suicidio.»
«Voi trovate un cadavere chiuso (da fuori) in un portabagagli e mi dite che si è trattato di suicidio?»
«Strano eh?»
«Ma noooo che fa, si è trattato di suicidio, chissenefrega!»

CSI
«È incredibile Grissom, l'avete arrestato per uno sputo! Uno sputo!»
«Sì, non ci credo neanche io che un assassino sia così stupido da lasciare un suo sputo in giro!»
«HAHAHAHAHHA!»
«HAHAHHAHAHA!»
«Mica come quelli del Ris!»

martedì 2 aprile 2013

Un orsacchiotto mi protegge, XII

0 commenti - [Leggi tutto]
-Seguimi. Non discutere né fare domande, devi solo venire con me.
Lo guardo con attenzione. Aveva qualcosa di familiare ma non riuscivo a capire che cosa. -Ma è pericoloso, non possiamo semplicemente muoverci lì in mezzo!
-Ti ho detto di non discutere!- Mi afferra per un braccio, poi mi tira a sé lungo la strada che c'era davanti a noi. -Dobbiamo fare presto, comunque.
Comincio a correre per stargli dietro. Dopo qualche istante mi lascia il braccio e comincia ad allungare il passo, ma poi dopo un centinaio di metri la nostra velocità va scemando e lui mi sembra più tranquillo di prima. Si gira accennando un sorriso: -Ne siamo quasi fuori, ancora pochi passi, fidati.
Improvvisamente metto un piede in fallo e finisco in ginocchio. Adesso mi rendo meglio conto della strada che stiamo percorrendo: siamo su una specie di sterrata di montagna, piena di fango e di pozzanghere, come se avesse finito di piovere da pochi minuti. Il cielo è grigio, e dà l'idea che fra poco seguirà un altro fortunale non indifferente. Anzi, capisco che la nostra corsa serve proprio a trovare un riparo prima che cominci a piovere. Ma mentre mi rialzo e sento la sensazione di freddo umido al ginocchio, ho la sensazione di piccole goccioline d'acqua che mi cominciano a colpire la testa e le spalle.
-Sta cominciando a piovere.
-Per questo dobbiamo muoverci. Forza dai, che siamo quasi.
Avanziamo in mezzo a una specie di frutteto, intorno a me vedo solo degli alberi sparsi (ma sono alberi da frutto: vedo degli agrumi e degli ulivi); a un certo punto lui si ferma in un punto che a me sembra identico a tutto quello che ci sta circondando: -Va bene, adesso siamo al sicuro.
-Cosa?
Mi guarda e sorride, poi mi mette una mano sulla spalla. Ha un po' di fiatone, e anche io mi rendo conto di avere le gambe doloranti ed il respiro corto per la corsa appena affrontata.
-Ci vuole un po' d'acqua, andiamo verso il fiume.
-Quale fiume?- lui parte verso sinistra e io lo guardo rimanendo dove mi trovo: intorno a noi vedo solo gli alberi, ma poi improvvisamente mi rendo conto di un rumore lontano ma non troppo: come di acqua che scorre.
La pioggia comincia a peggiorare, mi sistemo meglio la giacca e la maglietta che ho addosso e mi metto a seguirlo. Le gocce d'acqua stanno aumentando in numero e comincio a sentirmi dell'acqua che mi scola dalla testa verso la faccia e il collo.
Dietro di me, sopra di noi, un lampo. Non una luce momentanea come il flash di una macchina fotografica, ma più una luce che va e viene come se fosse la visualizzazione di un battito cardiaco: una serie di momenti di luce bianca-azzurra più forti e di bagliori violacei più bassi. Dura poco meno di un secondo, e il rumore dell'acqua che sento sempre più forte viene accompagnato da un lungo brontolio lontano.
-Il tempo sta peggioran...- la mia frase viene interrotta da uno schianto assordante, che ha seguito di poco meno di un secondo il lampo: una deflagrazione violentissima e lunga. Mi guardo attorno, ma ovviamente ormai il "danno" è già passato, ma quando ritorno a guardare il mio compagno un altro lampo come il primo squarcia il cielo. E di nuovo un tuono molto forte ed improvviso scuote l'aria circostante, solo che stavolta ho la chiara sensazione dell'onda d'urto che mi arriva addosso: un vento che mi spinge in avanti facendomi quasi cadere. -Non possiamo continuare a restare all'aperto, è pericoloso. Ci serve un riparo.
Il compagno si ferma all'improvviso e comincia a guardarsi intorno, proprio alla ricerca di un riparo, mentre io per poco non vado a sbattergli addosso.
Un terzo lampo, ma ora sto dando le spalle al mio compagno e finalmente capisco che succede: un fulmine colpisce un albero MOLTO vicino a noi. Lo schianto del tuono è assordante e mi fischiano le orecchie, e di nuovo lo spostamento d'aria calda mi fa barcollare: -Oh cazzo!
-Stai tranquillo, te l'ho detto: siamo al sicuro, qui non può colpirci.
-Ma che stai dicendo? Qui siamo all'aper...
Un altro fulmine, un altro tuono. Ma comincio a rendermi conto di una cosa: chi è con me ha ragione: il fulmine è caduto più o meno alla stessa distanza del primo. Piove, ma dove siamo noi casca appena qualche gocciolina d'acqua, mentre ad alcuni metri di distanza in mezzo agli alberi c'è una specie di muro d'acqua. Sento un rumore strano e alzo lo sguardo sopra di noi. A questo punto vedo con orrore una saetta che punta dritta verso di noi ma che, all'improvviso devia sulla destra percorrendo una curva che la porta contro un altro albero poco distante: è come se sopra di noi ci fosse una specie di cupola trasparente.
-Dai, andiamo verso il fiume.
-Ma che succede?
Il mio compagno si dirige verso sinistra e lo seguo; percorriamo un centinaio di metri e poi giungiamo a un declivio che diventa il greto di una specie di torrentello. Sarà largo un paio di metri, l'acqua profonda pochi centimetri, ma trasparente e oserei dire persino profumata. Si siede sul bordo e infila le mani nell'acqua, cominciando a bere.
Lo guardo con attenzione: -Sono sicuro che sia anche acqua non inquinata, ma credo che ci siano anche sabbia, piante e chissà quali altre fesserie... non credo che si possa bere così, a cuor contento...
-Stai tranquillo, tanto sta finendo di piovere, e quello che mi interessava era semplicemente essere vicino a te... ora ti puoi svegliare!
Il rumore della pioggia si allontana, l'ambiente si fa buio, la mia sensazione di essere a letto si fa più evidente. La mia camera, la pioggia, fuori... un tuono... Lucky sotto il braccio sinistro.
-Ehi, ma non credi che dovrei essere io a proteggere te dal temporale, orsetto fifone? Buongiorno, eh... le cinque meno cinque di mattina, direi che ci si può alzare e si può cominciare la giornata...

domenica 30 dicembre 2012

Il flash mob

2 commenti - [Leggi tutto]
Sono sul divano, seduto davanti alla tv, spenta. Accanto a me Lucky mi spiega:

Sardegna. Estate, prima settimana di agosto.
In realtà questa cosa sta avvenendo in moltissimi alberghi di moltissimi luoghi di villeggiatura, ma per ora tutto quello che sanno i turisti e i cittadini che hanno visto i volantini in giro per qualche stabilimento balneare e per qualche albergo è che un'associazione di giovani registi sta cercando qualche persona disposta a fare la comparsa in alcune scene di un cortometraggio horror.
Tutto comincia il venerdì pomeriggio con un incontro presso un albergo ove alloggia lo staff: sono invitati tutti quelli che pensano di poter recitare: saranno fornite informazioni e sarà effettuata una preselezione. Successivamente l'indomani (sabato) vengono fatti degli specifici provini e vengono selezionate, mediamente, dalle quattro alle sei persone (si fa in modo di scegliere, dove possibile, le coppie che si sono presentate senza "spezzarle").
Domenica mattina ci saranno le riprese.
Gli "attori coinvolti" vengono invitati a rimanere a cena con l'eventuale partner/famiglia e viene loro spiegata la scena che si girerà il giorno dopo (es. inseguimento sulla spiaggia, scena in città, quello che capita) e viene detta loro la "prima verità", ossia che sì, saranno girate delle scene di una sorta di cortometraggio horror/comico.
Quello che tutti ignorano è che la settimana successiva si ripeterà la stessa cosa, ma questa volta coinvolgendo molte più persone (mediamente una quarantina/cinquantina a città, in generale più ce n'è, meglio è).
Un'altra scena, questa volta di tipo "urbano" come un attacco di zombie o roba così.
Quello che tutti ignorano è che questi due week-end di riprese si stanno ripetendo uguali (a parte le scene, differenziate) in molte parti d'Italia.
Gli attori selezionati nella prima sessione reciteranno, peraltro, buona parte del tempo in "costume": vestiti come dei pupazzi di un parco giochi a tema, una cosa tipo "Disney de noatri": c'è uno combinato come un dinosauro, uno una sorta di papero-marinaio alla Paperino eccetera.

Quello che poi tutti quanti verranno a sapere solo alla fine, è che genericamente il cortometraggio sarà presentato a una trasmissione televisiva specifica poco tempo avanti, ma solo a quel punto, quando potranno a fine estate guardare la trasmissione, tutti scopriranno che in realtà si è trattato di una sorta di reality-flash-mob che ha coinvolto lo staff che è stato (di nascosto) ripreso durante le prove, e alla fine si riesce persino a produrre questa sorta di cortometraggio fatto con lo stile dell'horror con una trama semplicissima (che ne so: il parco giochi che di giorno attira i bambini ma di notte è infestato dagli zombie) eppure che ha potuto essere sviluppato con un sapiente lavoro alla base riguardo al girare, al montare ma, soprattutto, all'impegno messo da tutti quanti.

A questo punto mi giro verso Lucky, lo guardo sorridendo e gli arruffo la testolina: -Lucky è un'idea splendida! Ti meriti un premio, mi hai veramente fatto sorridere stavolta...

Poi mi sveglio, sono nella mia camera in una domenica pomeriggio di relax. Fondalmentalmente è stato solo un sogno, ma l'idea mi è piaciuta! (-: Arruffo di nuovo la testolina di Lucky, e poi mi avvio al blog per raccontare questo sogno/ideona...

giovedì 9 agosto 2012

Il lavoro del futuro

0 commenti - [Leggi tutto]
Il mio nome è Marco. Mi hanno detto che è un nome importante, che era il nome di uno dei quattro apostoli del vangelo. Non so cosa significhi, me lo ha spiegato anni fa un nostro vicino di casa, una persona anzianissima e con i capelli e la barba grigi come la cenere. Si chiamava Matteo, ed è morto alcuni anni fa, ma prima mi ha spiegato questa storia sull'origine del mio nome, mi diceva che anche lui aveva il nome di uno degli apostoli, ma non ho mai ben capito come funzionasse la cosa. Aveva a che fare con un libro antico, ed un culto passato di cui sono rimaste poche tracce, nel mondo moderno.
L'ingresso nel XXIII secolo è stato meno doloroso del previsto, e oggi, 4 gennaio 2201, mentre cammino lungo la strada osservo la città intorno a me con occhi dolci, ripensando appunto al passato.
Campobasso è cambiata tantissimo solo negli ultimi vent'anni, figuriamoci quanto può essere cambiata nel corso dei secoli. Adesso, mentre guardo con poco interesse edifici antichi, risalenti forse a centinaia di anni fa, sepolti da immondi casermoni di cemento armato, mi chiedo sul serio se anni di rivoluzione e di battaglie ci hanno portato sul serio a quello che avremmo vo‬luto sin dall'inizio, o semplicemente se qualcuno ci ha dato solo uno spazio dove credere di essere ancora uomini liberi.
La povertà è ovunque, la vedi agli angoli delle strade, la vedi nella faccia delle persone, la vedi nelle case. Gli edifici sono tutti quanti scrostati, con i mattoni ed il cemento a vista, le finestre arrabattate ai muri con manate di calce ed intonaco messi in maniera pressapochista. Ci sono vetri rotti riparati con pezzi di nastro adesivo, sagome di alberi rinseccoliti. I tetti di tutti gli edifici sono costellati di pannelli fotovoltaici, e grazie a questo tutti quanti hanno a disposizione la corrente elettrica gratuitamente. Gratuitamente, già, ma in realtà a che prezzo? Tutti quanti dispongono di pesanti limitazioni al consumo complessivo, ci sono ormai limitazioni che non vanno oltre il kilowatt per ogni abitazione, e mentre il caldo dell'inverno e il gelo e i temporali dell'estate ormai sferzano il clima in maniera così disordinata, nessuno può permettersi praticamente una soluzione per riscaldare l'ambiente, o per rinfrescarlo nella calura. L'aria condizionata è diventata un bene di lusso che solo i più ricchi possono permettersi, così come l'acqua, che anch'essa arriva gratis ai tubi di tutte le case, ma razionata, per solo un ora alla mattina e due ore alla sera. Forte, pulita e puzzolente di grandi quantità di cloro. Ci sono dei premi per chi risparmia sulla sua dose giornaliera d'acqua, così come su quella di corrente elettrica, ma ormai siamo tutti quanti lì a tirare la cinghia perché convertiamo questi ristretti premi in crediti per l'acquisto di beni di prima necessità. Ci sono famiglie che riciclano l'acqua di cottura per lavare e lavarsi, pur di potersi permettere certi sacrifici. La cultura, per fortuna, non manca. Da quando la scuola è divenuta un obbligo per tutti fino ai ventiquattro anni d'età, e tutti quanti riescono in un complicato ma efficace percorso di studi almeno a costruirsi una cultura, in questo mondo le cose vanno meglio. O forse, ce lo vogliono far credere.
Svolto verso sinistra, sono vicino alla mia destinazione.
Campobasso ha due quartieri periferici, uno ad est e uno, opposto, ad ovest, completamente moderni e composti da questi giganti casermoni di cemento armato e vetri oscurati. Che sorgono sulle rovine di altri edifici, crollati con il tempo, il bisogno di costruire casermoni ancora più grandi o, senmplicemente, perché crollati. Perché nel gioco del ribasso, del subappalto e del bisogno di creare elementi per il lavoro del popolo, ci sono pochi muratori sottopagati e che muoiono praticamente ogni giorno in un cantiere per tirare su di corsa un edificio con cemento depotenziato all'estremo: ci saranno grandi uffici per grandi uomini in giacca e cravatta che prometteranno grandi guadagni a tanti giovani in maglietta sdrucita che vivono in un altro casermone, di sparuti e miserrimi alloggi popolari da cinquanta metri quadri con tre camere e due bagni per sette persone. Dove non esiste più la dignità di persona, dove non esiste un minimo di privacy, dove ritorni ogni sera sperando di aver recuperato qualcosa, da questa giornata, finché non ti accorgi che il guadagno della giornata non è sufficiente, forse, neppure a sfamare metà del tuo nucleo familiare. Ma che problema c'è? Tanto le famiglie allargate non esistono più: sempre di meno si sposano, sempre di meno fanno figli (per quanto ti propongano una serie di sgravi fiscali e di soluzioni per sostenere i tuoi figli, finisce che rinunci, perché non sei comunque sicuro di avere di che sostenere te stesso, o tua moglie, o i tuoi genitori, che eppure sacrificano così tanto perché tu possa trovare qualcosa di diverso), sempre di più muoiono e la popolazione si riduce.
Il divario fra ricchi e poveri è una profonda linea di demarcazione, una striscia che appare sempre più difficile da superare.
Giungo davanti al portone di quel casermone di cemento, tutto finestre quadrate in linea, neanche un balcone sulla facciata, ma un'ampia terrazza sul tetto, subito sopra il quarto piano. Lì prendiamo il sole la mattina durante la pausa caffè, lì festeggiamo ogni tanto il compleanno di qualcuno di noi, o qualche altro lieto evento. Lì, prima di tornare nel nostro mondo.
Ed eccolo, il mio: il tanto familiare cubicolo grigio, la sedia, lo schermo tattile del terminale che lampeggia. Mi metto l'auricolare e digito il mio pin sui finti tasti numerici sullo schermo.
In auricolare giunge un <click> che mi da un po' fastidio, e a cui ancora non mi sono abituato. Mentre sto per cominciare dagli altoparlanti ben integrati sui muri giunge una voce meccanica: "Questa è la giornata di Isernia. Buon lavoro a tutta la squadra".
E si va in scena.
<click...> "Pronto?"
"Signora buongiorno, sono Marco di Quattropiù, forse la sua nuova compagnia telefonica..."

mercoledì 16 maggio 2012

Ennesima frontiera del rompimento di scatole

0 commenti - [Leggi tutto]
Tutto comincia guardando le statistiche del mio sito e, in particolare, i principali siti che portano link entranti a me.
Ed è così che salta allo sguardo un sito mai sentito nominare, che vado ad aprire con molta calma.
E il sito mi si apre. Mi si apre presentandosi come una bella fotocopia del sito youtube, ma con un filmato che appare piccante e/o intrigante, che sembra coinvolgere Emma Watson (la potteriana Hermione).

Ma qui il gioco si fa interessante, perché ovviamente non sono su youtube, e quindi il sito non funziona come funziona il noto portale di condivisione dei video, e infatti provando a clickare play (o qualsiasi altro filmato presente a lato) immediatamente appare una finestra, molto insistente, che invita ad "aggiornare la propria versione del player multimediale", pretendendo di andare ad installare la classica sequela di toolbar+searchpage+diosolosacosaltro componenti aggiuntivi del browser per rompere le balle all'utente, quando non finisci anche su un sito (lo vedevo spesso quando ero su facebook) che per visionare il filmato ti chiede prima di mettere il tuo numero di cellulare (perché, come c'è scritto nella parte in piccolissimo, ti fai un bell'abbonamento a loghi e suonerie per adolescenti in calore con improbabili rane antropomorfe che cantano brani dance per la modica cifra di 40 euro al mese).
Come sempre in questi casi: fate molta attenzione, tanto tutti questi "filmati shock" sono solo un modo per cercare di fregarvi dei soldi...

martedì 6 marzo 2012

Come sottoscrivere un contratto ENI luce senza saperlo

0 commenti - [Leggi tutto]
Ore 15:45 circa.
Sto per uscire di casa, sto finendo alcune operazioni quando suonano al campanello. Anche con una certa insistenza. Mia madre va ad aprire la porta, mentre io in camera spengo il computer e mi metto le scarpe antinfortunistiche (beh, in casa sto in ciabatte...).
Sento parlottare in cucina, mi giunge una frase che riguarda l'attacco del gas, e la prima cosa che mi sovviene riguarda il fatto che in questi giorni abbiamo ordinato la nuova cucina. Ma poi penso "sì, vabbè, ma quale attacco del gas? Abbiamo la bombola, l'attacco del gas non è fisso, e comunque il piano cottura lo stiamo prendendo noi a parte..."
E, con le scarpe ancora slacciate, mi avvicino in cucina per capire che succede. In cucina ci sono mia madre, una ragazza e un ragazzo ben azzimato in giacca nera e cravatta seduto a tavola. Mia madre un tantino preoccupata che subito cerca di informarmi: "Ah, Mirko, guarda che c'è una dispersione di gas metan..."
Ma io faccio un balzo in avanti: con orrore noto che il ragazzo seduto sta copiando dei dati dalla nostra bolletta ENEL.
Mi fiondo contro di lui, gli strappo la bolletta da sotto le mani e alzando immediatamente la mano destra a indicare la porta, perentoriamente, ordino: "Uscite immediatamente da casa mia"
Ora: i personaggi del dialogo sono:

MM : Mia Madre (peraltro preoccupata a morte dal rischio gas detto dai ragazzi).
Lui : Il venditore
Lei : La compagna del venditore, rimasta silenziosa da quando ho messo piede nella cucina
Io: Il vostro caro Grizzly
Notate che ho interrotto più volte mia madre.

Io (strappando letteralmente da sotto le mani del ragazzo la nostra bolletta enel): "Uscite immediatamente da casa mia"
MM: "Ma Mirko: c'è una perdita di metan..."
Io: "E allora? Noi non abbiamo il metano!" (mi avvicino alla cartelletta che il ragazzo ha poggiato sul tavolo accanto a lui e la alzo, mostrandogliela) "e questi signori vengono qui per conto di ENI, società sul mercato libero dell'energia, non per problemi al metano"
Lui: "No, io veda sto facendo solo..."
Lei: "Ma noi siamo qui per..."
Io: "Ho detto di andarvene, non costringetemi a chiamare la polizia"
MM: "Ma voi per caso siete di enel ener...?"
Lui: "No, ma che sta dicendo, siamo qui per il gas..."
Il tizio: "Siamo infatti qui per..."
MM: "Ma allora?"
Io: "Sono agenti commerciali e stanno cercando di farti sottoscrivere un contratto con un fornitore di energia sul mercato libero. Mi sbaglio?"
Lui: "No... io, non sono qui per questo, c'è pericolo che..."
Mia madre: "Ma Mirko, è pericolos..."
[a questo punto i toni si fanno alti. Molto alti. Sto praticamente sbraitando]
Io: "Bene! BENISSIMO! Visto che c'è una perdita di metano allora chiamiamo i carabinieri ed evacuiamo tutto il palazzo, che ne dite?"
Mi avvicino al telefono e alzo la cornetta, cominciando a comporre le prime cifre del 112, mentre Lui e Lei si avvicinano alla porta. Lui, stizzito, mi risponde "Io sto solo facendo il mio lavoro, c'è un pericolo, sa!"
Mia madre, terrorizzata dal pericolo del gas, mi guarda di traverso.
Io estraggo il tesserino di servizio della protezione civile e glielo mostro: "Anche io sto facendo il mio lavoro, se c'è una perdita di gas dobbiamo avvisare subito le autorità ed evacuare il palazzo. D'altronde se lei sta facendo il suo lavoro non avrà problemi a farsi aiutare dai carabinieri, no?"
Il ragazzo impallidisce
Lui: "Non c'è bisogno di fare tutto questo, stavo solo..."
Io: "E poi lei certamente è un collega, giusto? Posso vedere IL SUO tesserino, ministeriale come questo?"
Il ragazzo, seguito a ruota dalla collega impallidita, esce dalla porta: ormai ha capito la mala parata, ma ciò nonostante pensando di essere forte mi mostra un tesserino di un'agenzia dell'ENI.
Un tesserino con nome, cognome, e la chiara qualifica "venditore", che mostro a mia madre, dicendo: "Oppure non c'è nessuna perdita di gas e avevo ragione. E se ci fossero i carabinieri o i colleghi lei sarebbe nei guai per procurato allarme. Si vergogni! Lei ha cercato di gabbare una persona anziana solo per fargli firmare un contratto. Per quello che ha fatto è persino passibile di denuncia, e meriterebbe di perdere il lavoro! Sparite e non fatevi più vedere"
Chiudo la porta sui due che si allontanano silenziosamente sulle scale, mi giro verso mia madre che mi guarda sconvolta.
Io: "Che cosa ti è saltato in testa di dargli la bolletta dell'ENEL? Ma sei impazzita? Non si mostrano documenti o bollette A NESSUNO per NESSUN MOTIVO!"
MM: "Ma... ma... ma mi hanno spaventato con la storia della perdita di gas metano!"
Io: "Il metano? Ma che stai scherzando? Quale cazzo di fuga di metano? Se ci fosse una fuga di metano ti avrebbe BUSSATO (e non SUONATO) un signore con una tuta arancione e una striscia catarifrangente che dice 'Vigili del fuoco', che t'avrebbe preso di peso e buttato fuori dal palazzo nel tempo che impiegavi a dire 'ma che succede?', te ne rendi conto? E anche se ci fosse una fuga di metano: primo qui non c'è il metano, secondo quei due non avevano strumenti di misurazione per le fughe di gas. Ma apri gli occhi, cavoli. Se non c'ero avevi già fatto il contratto con loro..."

Altro che vederlo su "Le Iene": a Siracusa ci sono agenti commerciali per ENI che giocano sporco.

domenica 6 novembre 2011

Orsacchiotti...

1 commenti - [Leggi tutto]
Immagine di Begemott, tratta da deviantart
Ogni tanto ci vuole qualcosa per ricordarsi che sono lì, in silenzio, piccoli ma pieni di coraggio [e in grado di fare il cu$etto a strisce a molti mostri... (((-: ]